Ørestad, creatività al servizio del cittadino

Sono a Copenaghen, sulla metropolitana che dalla parte sud est della città mi porterà al centro della città in 12 minuti esatti. La metropolitana è sospesa a 6 metri d’altezza, e ‘naviga’ su di una struttura molto esile. E’ composta da un solo vagone che, senza conduttore e senza sosta, si alterna alla sua gemella opposta. Il paesaggio non è quello tipico delle periferie delle grandi città, è un paesaggio solare, aperto, caratterizzato da una spettacolare urbanistica. Decido di scendere e di perdermi in questo quartiere così colorato… è la sua luce che mi attira.

Mi sembra di stare su un set cinematografico di fantascienza, di quelli che si apprezzano per la capacità degli scenografi di immaginare scenari futuristici. Sono colpita da due tipologie di edifici: quelli adibiti ad uffici, quasi sempre privi di finestre, e quelli dedicati alle abitazioni, tutti ricchissimi di ampie finestre e di balconi, come se per scelta tutti dovessero avere un terrazzo da vivere, un piccolo pezzo di cielo.20160531_153956Siamo nel sud est della capitale danese e questo è il quartiere dell’ Ørestad. Sono qui da giorni e tutte le volte che tento di fare una foto allo skyline della città devo schivare le enormi gru che costellano il paesaggio… Copenaghen è un cantiere in continuo movimento, la cui velocità dei lavori è impressionante e visibile anche all’occhio meno attento del turista di passaggio. Il primo giorno che ho posato gli occhi su di uno di questi cantieri ho localizzato un grande edificio e l’ho contrassegnato sulla mia mappa mentale per ricordarmi la via di casa: mi avevano colpito le infinite aperture per le finestre. Dopo tre giorni, come per magia, le aperture erano state tutte ricoperte da vetri colorati, tanto da farmi pensare di essermi persa e di trovarmi in un altro quartiere.

VM House
VM House, realizzata da Big

Il quartiere è stato affidato al gotha dell’architettura danese, il cui solo ed unico obiettivo è la ‘sostenibilità’. Passeggiando fra le strade di questo quartiere non mi meraviglia che nel 2014 la capitale danese si sia meritata il titolo di Capitale Verde d’Europa, ovvero la città con la migliore qualità della vita, e non solo, il suo scopo è quello di superare il premio avviandosi a trasformare l’intera Danimarca in un Paese a zero emissioni di anidride carbonica. Questa razionale efficienza non trascura l’estetica e in certi casi l’ironia. Il giovane Big, enfant prodige dell’architettura danese (Big sta per Bjarke Ingels Group), ha l’abitudine di presentare i suoi progetti come fossero fumetti. Suoi sono i balconi che sembrano gli aculei di un riccio del VM House.

VM House
VM House, realizzata da Big

Il liceo pubblico invece è stato affidato all’estro dello studio 3XN, le finestre colorate non sono nulla rispetto al suo interno che rappresenta una vera rivoluzione nel fare didattica. Purtroppo non sono riuscita ad entrare, me lo hanno proibito, qualcuno si è accorto che non sono più  in età scolastica e mi ha pregata di non scattare foto e soprattutto di lasciare i locali…

Orestad Gymnasium
Ørestad Gymnasium, realizzato da 3XN studio

Lo stesso studio 3XN ha creato il più grande complesso alberghiero di tutta la Scandinavia, è il Bella Sky Hotel. Due enormi torri che si ergono torcendosi per 75 metri con una impressionante pendenza di 15 gradi: per avere un’idea basti pensare che la pendenza della torre di Pisa ha un angolo di 4 gradi circa, tanto che gli architetti danesi con ironia fanno notare che, se fosse possibile accostare gli edifici, la torre sembrerebbe dritta. E, come se non bastasse, per rendere ancora più vertiginoso il tutto a congiungere le due torri è stato creato una sorta di ponte sospeso nel vuoto.

Bella Sky Hotel
Bella Sky Hotel, realizzato da 3XN

Gli smalti bianchi che si alternano ai vetri, triangolari e trapezoidali, danno un effetto optical che, unito al fatto che le due torri non seguono un andamento parallelo, ma prendono direzioni opposte, ne acuisce il senso di vertigine. Non nego che la sua visione dal basso mi abbia creato qualche capogiro.

Bella Sky Hotel
Bella Sky Hotel

La Monument House è un’altra sfida di Big. Un parcheggio di quattro piani che lui ha battezzato ‘montagna’, e su questa montagna una gradinata di appartamenti che degradano dolcemente come su di una collina. Un grande pannello di metallo, sul quale sono raffigurate le cime di qualche catena montuosa, copre, con l’ironia che contraddistingue il geniale architetto, il parcheggio fino a nasconderlo totalmente. Grandi finestre, balconi o terrazzini individuali e tetti ecologici integrano perfettamente l’edificio al restante paesaggio.

Mountain House
Mountain House, realizzata da Big

La Metro sopraelevata che gli passa, silenziosa, accanto, rende lo scenario uscito dal futuristico pianeta Mongo delle strisce di Flash Gordon… questa città ha una sola grande fortuna secondo me, un clima pessimo, altrimenti tutti andremmo a viverci, perché tutti vorremmo vivere in un paese in cui si costruisce per noi, pensando al nostro benessere e alla nostra serenità… concetti molto distanti dalla nostra realtà.

Mountain House
Mountain House, realizzata da Big

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