BOLIVIA, Sucre, febbraio 2018

BOLIVIA, scoprire Sucre a bordo di un microtaxi.

Quando ero bambina sognavo una sorta di microastronave, gli avevo anche dato una forma nella mia fantasia, era un uovo con due enormi oblò per finestre, questa ovonave mi trasportava in giro per il mondo ed io affacciata alla finestra potevo osservare senza essere vista… è quello che faccio quando viaggio, non avendo l’’ovonave’ salto su di un minibus e mi perdo per le vie della città. Il mio finestrino diventa un sipario ed io mi appassiono a questa grande opera teatrale che è il mondo.

Quante cose si possono vedere dal finestrino di un minibus, il mondo scorre così velocemente che vorresti un telecomando per stopparlo e poi… e poi ti accorgi che basta scendere dal bus e tutto sembra così raggiungibile…

La cosa che amo del Sudamerica sono le strade. Tutto il mondo è per strada, che siano le piccole vie di un minuscolo villaggio o quelle di una grande città, tutta la vita si svolge qui, su queste lingue di asfalto. Si lavora, si vende, si compra, si mangia, ci si incontra… si vive, per strada. Ed io amo perdermi in questo caleidoscopico mondo attraversandolo a bordo degli innumerevoli pulmini che i locali chiamano microtaxi in cui l’autista non si scomoda neanche a chiudere le porte perché è un continuo saliscendi di persone, che con pochi spiccioli raggiungono la loro meta.

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