SICHUAN. Il grande muro Mani a Tagong

Il Kham è la parte più tibetana del Sichuan, una delle regioni più vaste, affascinanti e culturalmente complesse della Cina. È un’area incastonata in un altopiano che offre paesaggi incontaminati punteggiati da monasteri buddisti molto antichi.

Villaggio di Gerima: a 10 km a nord di Tagong

A Kangding, una città circondata da montagne sacre e ricca di cultura, considerata la porta d’accesso al Kham, e precisamente nel villaggio di Gerime, si erge la seconda più grande pila di pietre Mani del Tibet orientale.

La pila è composta da un cumulo di lastre di pietra che simulano uno stupa buddista, con una superficie di 320 metri quadrati e un’altezza di 15 metri. Circondato da oltre 400 piccoli stupa bianchi e bandiere di preghiera, il cumulo è composto da milioni di lastre con oltre 1800 milioni di ripetizioni del mantra di sei sillabe “om mani padme hum”; tutto questo rende la zona un luogo molto sacro.

La sacralità del posto è tangibile ma non mancano le contraddizioni, come i monaci in sella a tricicli colorati, le macchine sfreccianti che alzano polveroni, incuranti dei religiosi in pellegrinaggio, o ancora vedere i monaci con le mascherine nel 2025 o con la pepsi a fianco durante lo studio dei testi sacri, e le immancabili telecamere, tutte cose che non rendono contraddittorio il posto ma lasciano qualche perplessità.

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